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Sicurezza degli account: ecco perchè saper leggere le statistiche social è importante #adessonews

I fake account, le fake visualizzazioni, i fake clic, i fake follower possono danneggiare i nostri account e perfino farli chiudere. Comportamenti pericolosi che possono rientrare in attacchi di Social Zombing se eseguiti da terzi contro i nostri profili social.

Purtroppo, sono attacchi alla portata di chiunque in quanto azioni a basso costo e quindi attivabili in tempi stretti e investendo poche centinaia di dollari.

Ma c’è una buona notizia, perché possiamo fare in modo di proteggerci da questi attacchi con la prevenzione tempestiva.

Social Zombing: ricercare sé stessi online non è onanismo, ma arma di difesa

Come capire se si è vittima di social zombing

Quindi, come facciamo a capire se siamo sotto un attacco di social zombing, al di là della sempre buona pratica di cercarci online (motori di ricerca, portali verticali, social media)? Sembra una risposta banale, ma a quanto sappiamo ci sono ancora troppi utenti e titolari di profili social che non lo fanno: consultare le statistiche. Quanti di noi vanno almeno una volta a settimana a controllare come stanno andando tutti i canali digitali? Dal sito web ai profili sui social network, ai canali YouTube.

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Purtroppo, le statistiche diventano ogni giorno più difficili da leggere, ma dobbiamo imparare a capirle in via generale o farci aiutare in questo. La semplice consultazione però non è sufficiente per intercettare un eventuale attacco alla reputazione tramite fake follower e altre azioni artificiali. Bisogna fare attenzione a dei segnali ben precisi, per non confondere una crescita organica o proveniente dall’advertising da un attacco vero e proprio.

Attenzione perché capirlo in fretta è importante, sappiamo che se gli attaccanti esagerano in poco tempo, le piattaforme ci compiranno in diversi modi, da un semplice shadow ban temporaneo al blocco totale per un periodo o, alla peggio, cancellando ed eliminando il nostro profilo, account o canale.

Come capire le statistiche

La cosa più importante è capire i grafici, analizziamoli anche sul lungo periodo, guardiamo la forma delle linee di crescita: noterete una certa regolarità, o delle punte per i picchi generati dall’advertising. Fin qui nulla di sospetto.

Dobbiamo quindi controllare se il grafico invece di avere forme sinuose e punte di picco oppure ha degli scalini. Dei veri e propri scalini, con la classica forma geometrica scalettata, in questo caso occhi aperti! Forse stanno arrivando troppi fake mandati da terzi! Gli scalini non sono mai una buona cosa, genera attenzione della macchina, che accende un faro sui nostri account e monitora da vicino l’evoluzione, per capire se deve bloccare il nostro canale digitale. E purtroppo spesso lo fa, nei metodi descritti sopra.

Anche in questo caso, è importante incrociare i dati e capire se i picchi “a scalini” sono contemporanei all’advertising andando a incrociare i dati puramente numerici delle inserzioni con quelli delle statistiche. Se tutto torna, significa che è stata la pubblicità a generare il grafico anomalo, ma di solito anche le Ad generano grafici più sinuosi o a punta e non a scalini.

Dopodiché iniziamo a controllare anche le provenienze e la frequentazione del nostro canale social, se notiamo paesi esteri con cui non abbiamo nulla a che fare, c’è un problema. Bastano anche 10 account di un paese esotico che nulla ci azzecca con noi per avere un primo allarme. In questo caso meglio bloccare l’accesso a tale paese direttamente dal pannello dei social che lo permettono, perché cancellare uno ad uno gli iscritti è complicato e fa perdere tempo. Facebook, ad esempio, permette il blocco geografico selettivo.

Conclusioni

Nei casi più classici di Social Zombing si tratta sempre di fake follower e bloccare il tutto fin dall’inizio aiuta a non avere danni permanenti o di difficile risoluzione. Anche perché la prima fase di blocco (shadow ban) non è subito individuabile, a meno di non monitorare costantemente l’andamento dei post, delle persone raggiunte e delle reazioni, è probabile che siamo nel cono d’ombra imposto dalle macchine. Se non interveniamo subito, potrebbero bloccarci le attività

Ricordiamoci sempre che contattare le piattaforme più famose è sempre un terno al lotto, se vi è già capitato, avrete notato che le risposte sono evasive e spesso nemmeno rispondono. Oppure ci rimbalzano da un link di supporto ad un altro; quindi, sempre meglio risolvere i problemi sul nascere, il servizio di supporto dei principali social network risulta sempre farraginoso e a volte inconcludente.

In conclusione, sapendo che la nostra presenza digitale è strategica, dall’altissimo valore aziendale, occupiamoci per bene dei nostri canali, stando con le antenne sempre ben dritte! Quindi occhio alle statistiche!

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